Afragola e
quell’hinterland dormitorio
di Ezio Petrillo
Quell’hinterland
dormitorio, dove le persone si trasformano in serbatoi di voti, pronti
all’uso e poi, come sacchetti di plastica, si gettano alla prima solita
tragedia annunciata. Esistono
in questo Paese luoghi dimenticati, così visibili eppure così nascosti.
Così visibili agli occhi di chi ci abita. Ingombranti quasi. Con quei
palazzoni alti 7-8 piani che danno su stradine dove, a stento, passano i
camioncini per portare la frutta. Così nascosti, perchè, semplicemente,
non appaiono mai. Se provi a chiedere fuori dalla Regione Campania se
sanno dell’esistenza di città come Casoria, Afragola, Giugliano,
Villaricca, Frattamaggiore, Casavatore, Arzano, qualcuno forse
risponderà con la vicenda "Noemi", o con quella ben più triste del
triangolo dei rifiuti tossici (Giugliano, Qualiano, Villaricca). Ma non
immaginano nemmeno che ognuna di queste è una piccola metropoli. 60mila
abitanti Afragola, 85mila Casoria, 100mila Giugliano. Abitanti appunto,
ma che somigliano più a numeri buoni per finire sulle statistiche che a
persone in carne e ossa. Dove la vita è fatta soltanto di auto che si
incastrano per riuscire a passare, di grandi, abnormi centri commerciali
con strutture modernissime, luci sfavillanti, e palazzi su palazzi.
Casa, macchina o motorino, lavoro e centro commerciale.
La giornata tipo in questi posti, si distribuisce così. L’attitudine
nostrana di uscire, di stare in strada, in compagnia, c’è sempre. Si
nota in quei pomeriggi di metà settimana, dove il traffico è
completamente bloccato, gli adolescenti schizzano da tutte le parti con
i loro "mezzi", e le signore anziane faticano a trascinarsi i loro
trolley della spesa su marciapiedi inesistenti o occupati dal Suv di
turno. C’è insomma, un ritratto di umanità che tenta di fuoriuscire
dall’obbligo imposto dall’alto di rimanere in casa, davanti alla tv a
produrre idiozia. Eppure non ci sono piazze adeguate, non ci sono
panchine, nè piste ciclabili. Gli unici spazi verdi sono quelli
antistanti le stazioni ferroviarie. Per non parlare della quasi totale
assenza di biblioteche o, persino, di semplici librerie. I poveri, (e ne
sono tanti) di queste mini-metropoli, abitano in case fatiscenti, dove
l’intonaco è praticamente inesistente o annerito dalla pioggia. Le
abitazioni cadenti, ottocentesche, sorgono negli antici centri storici
di tali città-dormitorio. Non è raro, passeggiando per le stradine
dissestate dei centri, trovarsi dinnazi a una palazzina sventrata, con
annessa impalcatura davanti. E’ il segnale che andrebbe tutto demolito.
Che chi vive in case dell’Ottocento non avrà mai ciò che gli spetta di
diritto e cioè una sistemazione adeguata, perchè ristrutturare gli
antichi palazzi bassi massimo di tre piani, non conviene.
Dove le fonti di sostentamento per far girare l’economia sono il cemento
e i rifiuti, perchè investire sulla messa in sicurezza dei centri
storici, sulla raccolta differenziata, sulle piste ciclabili e sulle
biblioteche? A cosa serve rendere la gente consapevole del proprio
destino? Meno piantagrane ci sono meglio è.
Il cosiddetto boom economico degli anni ’60 e ’70, in queste zone è
stato un’immane tragedia, così come i fondi post- terremoto. Se
l’economia è in mano a potenti sodalizi criminali, senza scrupoli, nè
regole che piazzano sindaci e assessori dove e come vogliono per
arricchire se stessi e le famiglie "affiliate", non c’è piano regolatore
che tenga, nè tantomeno esigenze ecologiche o culturali. In queste
terre, dove si annusa una diseguaglianza economica spropositata, dove i
Suv sfrecciano accanto a antiche utilitarie e le ville con piscina
sorgono pochi metri più in là di casermoni abbandonati, proprio qui
dovrebbero germogliare con forza i semi di una rivolta. E gli attacchi
alle forze dell’Ordine di ieri notte, dopo il crollo, non rappresentano
altro che questo. Una voglia di essere visibili, ogni tanto, non per le
tragedie, le case cadute a pezzi, per le guerre di Gomorra, o per fare
le "macchiette" negli spot televisivi; ma per ridare voce e dignità a un
popolo nascosto, buono solo per riempire i paginoni di cronaca nera. Ma
la vita è ben altro.
Esprimi la tua opinione |
Pubblica su FaceBook
